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Anemia e carenza di ferro: quando fare gli esami del sangue

da | Giu 9, 2022

Astenia (debolezza), mal di testa, pallore e difficoltà respiratorie sono spesso segnali di avvertimento di un malessere che è bene non trascurare.

Trattandosi di sintomi comuni a diversi disturbi e patologie, è necessario svolgere un’indagine accurata sulla loro origine, da non effettuare mai in maniera autonoma, ma sempre seguendo le indicazioni di un medico.

Tra i disturbi più comuni associati ad uno o più dei sintomi citati vi è l’anemia.

Per anemia si intende una diminuzione dei globuli rossi nel sangue con un successivo calo di emoglobina, proteina che legandosi all’ossigeno lo trasporta a muscoli, organi e tessuti.

Il primo passo, nel caso in cui si avvertano tali sintomi, è quello di parlarne con il medico, il quale saprà prescrivere gli esami necessari da fare e quali valori del sangue controllare. 

Per verificare il valore dell’emoglobina basta un semplice emocromo completo (o esame emocromocitometrico). Il riscontro di valori bassi di emoglobina e degli indici eritrocitari (ovvero i valori che descrivono i globuli rossi) può orientare verso una diagnosi di anemia e, spesso, suggerire la causa scatenante la condizione. 

Le cause di tale disturbo possono essere molte, una delle più diffuse è la carenza di ferro: la mancanza di questo elemento estremamente importante per l’organismo impedisce infatti di produrre emoglobina a sufficienza.

La carenza di ferro, ovvero il consumo delle riserve a disposizione dell’organismo, innesta di solito un processo lento, i cui sintomi si possono avvertire anche dopo lungo tempo. Per questo motivo, è molto importante sottoporsi a esami di controllo per l’anemia, nel caso in cui il medico ne sospettasse la presenza. 

Cause dell’anemia da carenza di ferro 

Le cause più frequenti di carenza di ferro nel sangue sono: 

  • interventi chirurgici
  • emorragie e sanguinamenti
  • gravidanza e allattamento
  • scarso apporto di ferro nell’alimentazione
  • difetti nell’assorbimento del ferro

Interventi chirurgici all’intestino possono creare problemi di assorbimento del ferro, così come le malattie infiammatorie croniche intestinali (per esempio la Malattia di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa) e la celiachia.

Valori bassi di ferro potrebbero inoltre riferirsi a sanguinamenti occulti, ovvero perdite di sangue croniche di cui è difficile accorgersi prima della diagnosi di laboratorio. Anche un’alimentazione sbilanciata, per esempio dall’adozione di una dieta drastica, potrebbe causare una mancanza di ferro nel sangue. 

Ben prima che in gravidanza e durante l’allattamento, carenze di ferro possono frequentemente verificarsi nelle donne in età fertile, a causa delle perdite ematiche dovute alle mestruazioni. 

Quali esami del sangue fare per l’anemia da carenza di ferro 

Per confermare o meno una diagnosi di anemia sideropenica, ossia un’anemia causata dalla mancanza di ferro nell’organismo, è utile sottoporsi ad altri esami del sangue specifici per controllare lo stato marziale, cioè lo stato globale delle riserve di ferro negli organi di deposito e nel circolo sanguigno.

Si possono controllare i valori della sideremia (ferro) per misurarne la quantità presente nel siero, la parte liquida del sangue: un valore di ferro nel sangue molto basso è spesso indice di anemia sideropenica. Un altro controllo utile è quello della ferritina, ovvero la proteina principale per immagazzinare il ferro nell’organismo: i suoi livelli non solo permettono di conoscere le riserve di ferro presenti nel corpo, ma forniscono anche al medico indicazioni sulle quantità di ferro che è anche necessario reintrodurre. 

Anche il dosaggio della transferrina, ovvero della proteina che trasporta il ferro, così come quello della TIBC (Total Iron Binding Capacity) dà indicazioni utili. Valori bassi di transferrina possono indicare infatti una limitata capacità di trasporto del ferro che circola nel nostro corpo.

Telemedicina ed esami del sangue a domicilio  

Per individuare carenze di ferro nel sangue è bene consultare il prima possibile un medico e successivamente sottoporsi alle analisi del sangue, soprattutto quando si avverte una stanchezza eccessiva o in presenza di altri sintomi di anemia da ferro.

La telemedicina e la tecnologia in generale sono un valido aiuto nelle situazioni in cui le persone hanno difficoltà a muoversi da casa o per le persone che, ad esempio per impegni di lavoro, difficilmente possono recarsi in un ambulatorio. 

Check Sintomi, il nuovo software di Lami in grado di dare risposte su sintomi e condizioni di salute, aiuta ad individuare il giusto percorso di cura e a mettere in contatto, se necessario, la persona con un medico in modo rapido e diretto.Lami offre inoltre un servizio di esami del sangue a domicilio: la richiesta può essere inoltrata comodamente in pochi click e il prelievo viene effettuato entro 48 ore dalla prenotazione.